Isole Azzorre, Portogallo.

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Introduzione

Le isole Azzorre sono un gioiello nel mezzo dell’oceano, vulcani verdissimi e coperti ovunque da incredibili fioriture di ortensie. Un viaggio alle Azzorre permette di entrare in contatto con splendidi fenomeni vulcanici come fumarole, acque bollenti, solfatare. Attraverso facili trekking si possono a scoprire paesaggi naturali splendidamente preservati fatti di crateri, laghi vulcanici, falesie e verdissime caldere.

Mappa Cartina Azzorre

Nel mezzo dell'Atlantico, a un paio di ore di volo da Lisbona, quasi a metà strada tra Europa (da cui distano 1480 km) e America (1900 km da Terranova), le Azzorre sono suddivise in tre gruppi: orientale (Sao Miguel e Santa Maria), centrale (Terceira, Graciosa, Sao Jorge, Pico, FaiaI) e occidentale (Flores, Corvo).
Grosso modo sono posizionate sul parallelo di Lisbona, a 39° e 43' di latitudine nord, 36° e 55' sud; longitudine 24° e 66' est e 31° e 16' ovest.
La superficie totale delle nove isole è di 2335 km2: la più estesa è Sao Miguel, con 747 km2; seguono Pico (433), Terceira (397), Sao Jorge (238), Faial (172), Flores (142), Santa Maria (97), Graciosa (62) e infine Corvo, solo 17 km2.
Viste dal mare, le Azzorre presentano alte scogliere di basalto nero o grigio.
Vulcani e crateri, in genere occupati da laghi, sono la caratteristica peculiare dell'interno.
Il vulcano più elevato è Pico, nell'omonima isola, alto 2351 m; in tutte le altre isole le cime più alte superano appena i mille metri: Pico di Vara a Sao Miguel è 1105 m, il Pico da Esperança a Sao Jorge 1066 m, il Cabeço Gordo della Caldeira di Faial 1040 m, la Serra di Santa Barbara a Terceira 1023.
Piccoli laghi craterici, spesso di eccezionale bellezza, sono la seconda componente essenziale del paesaggio nelle varie isole, tutte verdissime, coperte di pascoli e di scampoli di foreste. Un paesaggio inaspettato e perciò tanto più affascinante.

Faial
Capelinhos, Isola di Faial
 
Sao Miguel Furnas
Furnas, isola di Sao Miguel

Il Clima
Situate quasi nel bel mezzo dell'Atlantico, al centro della zona anticiclonica, le Azzorre sono lambite dalla Corrente del Golfo e godono di un clima marittimo, che non presenta grandi oscillazioni nel corso dell'anno. La temperatura media a Sao Miguel è di 17,3 °C, a Terceira di 16,8 °C, a Flores di 17 °C.
Molto elevato il tasso di umidità, ragione primaria della spettacolare vegetazione delle isole e dei pascoli verdissimi: è attorno al 77%.
Abbondanti anche le precipitazioni, soprattutto nelle isole più occidentali: a Flores, scendono circa 2000 mm di pioggia all'anno oltre il doppio di Sao Miguel o di Terceira. I mesi più piovosi sono ottobre e gennaio.
Prerogativa del clima nelle isole è la mutevolezza: in una stessa giornata si passa dalla pioggia al sole, senza soluzione di continuità (e con effetti speciali da fotografare, come sprazzi di luce e arcobaleni).
Ma ogni isola convive con un certo numero di microclimi che rendono consigliabile scegliere mesi particolari per il viaggio.

La geologia e i vulcani.
Le isole Azzorre sono interamente di origine vulcanica, sono state create da lava fuoriuscita dal fondo dell’oceano. L’alto livello di attività vulcanica nell’area è il risultato dell’interazione di tre maggiori placche tettoniche che si incontrano. La placca Nord Americana a nord-ovest delle Azzorre che si sposta lentamente verso ovest, la placca Eurasiatica a nord-est che si sposta verso est e verso sud e infine la placca Africana che si muove verso nord ed est.
La piccola microplacca delle Azzorre si sposta verso ovest e complica ulteriormente il quadro. Dove le placche si allontanano la lava che fuoriesce ha creato delle dorsali oceaniche le parti più alte di esse fuoriescono dalla superficie del mare per creare delle isole vulcaniche. La dorsale oceanica su cui sono poste le isole Azzorre è lunga 16.000 Km e su di essa è posta anche l’Islanda.
La più vecchia delle isole, Santa Maria, si è formata 7 milioni di anni fa, è poi sprofondata e riemersa. Come risultato essa è l’unica isola a presentare fossili marini nelle sue rocce. L’isola più giovane è Pico, è stata formata principalmente 300.000 anni fa. È esistita persino un’isola più giovane chiamata Sabrina, non lontano da Sao Miguel, si formò nel 1811 è fu dichiarata territorio inglese ma sfortunatamente scomparve erosa dall’oceano solo pochi mesi dopo.

Bombe Vulcaniche Faial
Bombe vulcaniche e tufi, Faial
 
Chiese Azzorre
Addobbi alle chiese, Sao Miguel

Flora e fauna
Scarsissime entrambe, al momento della scoperta dell'arcipelago. Nel '400 nessun mammifero popolava le isole e c'era solo qualche uccello: il priolo, una specie di ciuffolotto grigio, uccelli marini e rapaci, nibbi e falchi in particolare che volavano numerosi sopra le prime navi di esploratori. I marinai li chiamavano genericamente falconi, açores: e quello diventò anche il nome delle isole, isole degli Açores.
La più grande ricchezza faunistica dell'arcipelago, nei secoli scorsi come oggi, era nel mare, dove vivevano anche i maggiori mammiferi capodogli e delfini - e poi tonni, pesci spada, acciughe, cernie, barracuda. Niente rettili: un paradiso terrestre senza serpenti, una volta tanto!
Stesso discorso per la flora. Le ortensie, rigogliosissime, che sono un po' il marchio doc dell'isola, e le foreste di azalee rosse sono state tutte impiantate dopo la colonizzazione e hanno trovato l'ambiente migliore per la propria crescita. L'infinita varietà di fiori (oltre a ortensie e azalee, magnolie, camelie, ibischi) e piante delle isole (circa 850 le sole piante vascolari) provengono all'80% dall'Europa e il resto dall'America e dall' America.
Solo alcuni arbusti - in particolare lauro, ginepro, tamerici - costituivano l'originaria foresta endemica delle Azzorre, che sopravvive soprattutto a Sao Miguel, Pico e Terceira. Un caso di specie diffusa e originaria è la Myrica Faya, o lauro delle Canarie.
Piante delle più disparate provenienze si sono acclimatate perfettamente nel clima dolce e umido delle isole. Convivono così cedri del Libano, palissandri del Brasile, tulipifere della Virginia, alberi della canfora e criptomerie del Giappone, persino il raro ginkgo e l'albero australiano della carta, insieme ai più «tranquilli» pini, tigli, platani, comuni anche dalle nostre parti.
Nelle fattorie dei coloni più ricchi dove trionfavano palme, azalee, orchidee - cominciò ad essere coltivato (dal principio in vaso, a scopo ornamentale) l'ananas, che oggi dà una produzione annua, in serra, di oltre 3 milioni di frutti. Tra le piantagioni figurano la canapa, il lino, il tabacco e il the.

Lagoa do Fogo
Lagoa do Fogo, Isola di Sao Miguel
 
Vetta Vulcano pico
Vetta del vulcano Pico, Isola di Pico

L'uomo e le Azzorre.
Forse già gli antichi, i navigatori fenici e cartaginesi soprattutto conoscevano questi luoghi.
Ma la prima documentazione ufficiale dell'esistenza di un gruppo di «isole del mare» nell'Oceano Occidentale è contenuta nell'Atlante Mediceo (o Portulano di Firenze) del 1351, probabilmente redatto sulla scorta di testimonianze di naufraghi.
Poco più tardi, l'Atlante Catalano di Abraham Cresque (1375) e un'anonima carta del 1384 rappresentano un gruppo di isole in cui pare di riconoscere le Azzorre.
Ma bisogna aspettare la creazione della Scuola di Navigazione di Sagres da parte di Enrico il Navigatore attorno al 1420, perché le prime navi portoghesi partano alla ricerca delle «isole non trovate».
Intorno al 1427 il navigatore Diogo da Silva, seguendo la rotta settentrionale di ritorno da Madera, sbarca su un'isola, probabilmente Santa Maria. A darle questo nome sarà qualche anno più tardi Gonçalo Velho Cabral, il monaco soldato dell' Ordine di Cristo di Tomar (nel Portogallo centrale), inviato in ricognizione dal principe Enrico.
Gonçalo Velho sbarca nella prima delle isole il 15 agosto, giorno dell'Assunta e proprio alla Vergine l'isola viene consacrata. I viaggi di ricognizione continuano fino al 1439 e portarono alla scoperte delle isole orientali e centrali che iniziano ad essere colonizzate.
Al momento dell'arrivo dei Portoghesi, le «isole del mare» sono deserte: unica presenza, enormi uccelli rapaci che volteggiano nel cielo: gli açores.
Enrico il Navigatore intende popolare in fretta quegli angoli di terra in mezzo al mare, che possono costituire una base ideale per le navi portoghesi in rotta verso l'Africa e le Indie.

Flores_Corvo
Le coste di Flores, sullo sfondo Corvo
 
Fiori_Azzorre
Ricca vegetazione e fiori alle Azzorre

Colonizzazione e popolamento vengono affidati, come a Madera, a capitani-donatari. I primi coloni ad accettare di trasferirsi alle Azzorre sono prigionieri - portoghesi e arabi - e poveri contadini delle regioni dell'Alentejo e dell'Algarve.
Nel 1452 Diogo de Teive si spinge fino alle estreme isole orientali, Flores e Corvo, che entrano a far parte della corona portoghese. Ma la più consistente ondata di popolamento porta il segno fiammingo. Andata sposa a Filippo, duca di Borgogna, Isabella, sorella di Enrico il Navigatore, suggerisce al fratello il nome di alcuni ambiziosi fiamminghi che potrebbero egregiamente ricoprire il ruolo di capitani-donatari delle nuove isole, in nome della corona portoghese.
Suo scopo è quello di allentare le pressioni sociali e politiche del Ducato di Borgogna (di cui fanno parte anche le Fiandre), dirottando verso colonie lontane un numero consistente di sudditi ridotti in miseria oppure finiti nelle galere e potenzialmente sovversivi.
Jacome di Bruges ottiene così il controllo di Terceira, Wilhelm Van der Haegen si stabilisce a Sao Jorge e Josse Van Huerter a Faial, con il più numeroso gruppo di Fiamminghi: duemila artigiani e contadini delle Fiandre, all'epoca devastate dalla guerra dei Cento Anni, nel 1466 si insediano nella fertile valle alle spalle di Horta, che prende il nome di Flamengos.
Alla fine del secolo anche una colonia bretone si stabilisce alle Azzorre, precisamente a Sao Miguel, in una zona settentrionale che ancora oggi ha il nome di Bretanha.
Per circa tre secoli le carte nautiche finiranno per indicare le Azzorre come «isole dei Fiamminghi», sebbene bene in meno di cent'anni l'integrazione con le popolazioni portoghesi fosse compiuta.
In realtà, molti Fiamminghi tornarono in Europa, giudicando troppo dure le condizioni di vita nelle isole atlantiche. Quelli che restarono sposarono donne portoghesi e presto modificarono i loro cognomi «azzorrizzandoli». I numerosi cognomi Brum o Brun derivano dal fiammingo Bruyn, Rosas da Roos e Bulcao da Bulscan. E se non bastasse, ci sono i mulini a vento, di foggia olandese, e molti abitanti con occhi blu e capelli biondi…

Angra_do_Heroismo_Terceira
Angra do Heroismo a Natale, Terceira
 
Santa Maria
Vigneti sul mare, Santa Maria

Il Cinquecento è l'età dell'oro per le Azzorre, che si vengono a trovare in posizione strategica lungo le rotte per le Indie e il Nuovo Mondo. Re Manuel, il sovrano dell'età delle scoperte geografiche, nel 1494 abolisce il regime dei capitani-donatari e ingloba le isole alla corona.
Nel 1580, anche le Azzorre cadono sotto la dominazione spagnola: morto senza eredi re Sebastiano, a rivendicare la successione è Filippo II di Spagna, nipote per parte di madre di Re Manuel, che finisce per avere la meglio sull'altro pretendente, D. Antonio, priore di Crato, figlio illegittimo di uno zio di re Sebastiano.
Ma alle Azzorre l'arrivo degli Spagnoli è visto con notevole ostilità. D. Antonio approda a Praia, nell'isola di Terceira, dove è nominato re. Nel 1581, con la battaglia di Salga, i Portoghesi riescono ad avere là meglio sul contingente spagnolo e solo due anni più tardi gli Spagnoli riusciranno a ridurre all'obbedienza l'arcipelago, fissando ad Angra, nell'isola di Terceira, la sede del Governo Generale delle Azzorre e costringendo D. Antonio a fuggire in Francia.
Nel 1640, come il Portogallo continentale anche le Azzorre tornano Portoghesi.
Nella seconda metà del Seicento e nel Settecento, arricchito dall'oro e dai diamanti del Brasile, il Portogallo attraversa un periodo di splendore, che si estende anche alle Azzorre.
Vengono costruite le più belle chiese barocche, decoratissime all'interno.
Nel 1766 viene costituita una Capitaneria Generale delle Azzorre, con sede ad Angra, suddivisa in prefetture, che diventano distretti nel 1836.
La prima metà dell’800 è un altro periodo per la storia delle Azzorre.
Schierate dalla parte delle forze costituzionali fedeli a Pedro IV, l'imperatore del Brasile, e sua figlia Maria, contro le forze conservatrici di D. Miguel, pretendente alla successione di re Joao V, morto nel 1826, le Azzorre lottano coraggiosamente per la causa liberale. Nel 1829, a Pràia, viene bloccato un tentativo di sbarco di miguelisti. Nel 1830 viene proclamato un Consiglio di Reggenza, sotto re Pedro IV e si costituisce un governo liberale.
Da Sao Miguel, nel 1834, parte alla volta di Porto una piccola armata che darà vita alla nuova monarchia costituzionale.
L’ottocento vedono lo sviluppo economico attraverso l'introduzione di nuove colture: ananas, tè, tabacco, ma soprattutto la vigna, che cresce particolarmente bene nei terreni di origine lavica.
Dopo la creazione della Repubblica in Portogallo (1975, Rivoluzione dei Garofani), le Azzorre sono una Regione Autonoma.

Faial
La neonata costa dell' Isola di Faial
 
Murales nel porto di Horta, isola di Faial
Murales nel porto di Horta, isola di Faial

Oggi la popolazione è così distribuita sulle isole:
S. Miguel 132.000
Terceira 58.000
Faial 15.000
Pico 15.000
S. Jorge 9.500
Graciosa 4.600
S. Maria 5.500
Flores 4.000
Corvo 400

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